Porridge alla banana

Oggi voglio presentarvi una delle colazioni che faccio più spesso: perché è facile, è veloce ed è fatta di pochi ingredienti. Quando mi svegliavo alle 6 per recarmi da IBM, dove ho lavorato quest’inverno, era la colazione che mi dava la forza di affrontare i -14° e il buio. L’alba mi raggiungeva mentre scivolavo sulle vie lastricate di ghiaccio.

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Nonostante non sia particolarmente gradevole all’occhio – intendiamoci, si tratta di fiocchi d’avena cotti in acqua e latte in cui si va a sciogliere una banana! – ha il vantaggio di non dover essere zuccherata, perché la banana, scaldandosi, libera i suoi zuccheri e addolcisce tutto.

È la mia terza primavera a Cracovia. Questa stagione mi ispira qualche tipo di sentimento atavico, un riconoscimento di qualcosa di preistorico: gli alberi sono ancora spogli, la terra molle e nera e carica di pioggia, l’erba è quella dell’anno passato, piegata dal calpestio della neve invernale. Il sole appare una volta a settimana, incerto, velato dalle nuvole. Questi otto gradi che ci fanno tremare nel cappotto primaverile sono però una conquista: e conservano la perfezione di questa colazione che ustiona, che spande il suo odore dolce a lungo per le stanze della casa, che scalda a lungo e soffia, leggera, l’incontro tra i frutti di terre lontane fa loro.

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Ingredienti:

una banana
4 cucchiai di fiocchi d’avena
un cucchiaio di uva passa
un pugno di noci
un quarto di bicchiere di latte vegetale
un bicchiere d’acqua
cannella
noce moscata

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Portata ad ebollizione l’acqua in un pentolino dal fondo spesso, versatevi i fiocchi d’avena e fate cuocere tre-quattro minuti. A quel punto aggiungete la banana tagliata a fettine e fate cuocere altri quattro minuti o fino all’assorbimento dell’acqua: a quel punto aggiungete il latte, le noci e le uvette. Ancora due minuti – giudicate voi dalla consistenza, può volerci un attimo di più o di meno; servite in ciotola e cospargete di cannella e noce moscata…

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e buongiorno!

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La colazione in dono

L’inverno inizia a pesare. A Cracovia, il cielo è sempre velato di smog perché nella cintura più interna le case sono ancora riscaldate coi “camini di maiolica”, in cui alla gente hanno insegnato a bruciare tutto il bruciabile: dal carbone alle scorie atomiche. Sabato si è insediato il nuovo vescovo di Cracovia, un nuovo cattofascista. Il papa sembra in grave difficoltà contro il clero arricchito e monarchizzante. Trump, tanto per, ha chiuso le frontiere ai siriani. Ho fatto la conoscenza con il canale tv di Radio Maria, che ieri mandava sulla tv della mia zia psicolabile programmi cospirativi sulla cattiveria degli agnostici. Poi ho discusso con la suddetta zia che apprezzava il governo dicendomi: “Ma perché, vuoi che ci siano i froci?”

Ha ragione nel sostenere, seppur con altre parole, che il discorso del potere usa la negazione di diritti come forma di annullamento esistenziale, non potendo (ancora) riaprire i campi.

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Sono dunque giornate dure. Il fiume ha gelato – è uno spettacolo emozionante, nel sole. E mortalmente pericoloso.

In giorni del genere sono tornata ad una delle mie colazioni preferite, insegnatami dalla mia amica Karo un giorno di partenza: il porridge di miglio, pere e prugne. Una colazione portatami in dono.

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Ingredienti

4 cucchiai di miglio

1 pera dolce e matura

4 prugne secche

1 cucchiaio di grasso (burro o olio di cocco)

(eventualmente un cucchiaino di miele o zucchero di canna)

Iniziate col mettere a bollire un pentolino d’acqua dove metterete a cuocere il miglio dopo averlo scottato. Intanto fate sciogliere il burro o l’olio di cocco su una padella a fuoco basso e fate caramellare la pera. La buona riuscita della ricetta dipende dalla dolcezza della pera: se questa è sufficientemente dolce e matura caramellerà con i propri stessi zuccheri in padella e non avrete bisogno di aggiungere altro. Altrimenti, potete aggiungere un cucchiaino di miele o zucchero di canna.

Quando dopo 10-13 minuti il miglio sarà quasi cotto mettete dentro le prugne tagliate a listelle e lasciate che l’acqua venga assorbita del tutto. Poi aggiungete le pere e lasciate cuocere ancora un istante, affinché i sapori si mescolino e aggiustino. Servite ancora caldo affinché vi dia la forza di affrontare la realtà, con il suo misto di dolcezza su un letto lontanamente amaro.

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E buongiorno!

Verde smoothy di cachi e cocco

Nell’eventualità di uno smoothy, dice, tenete sempre una banana in freezer. Tagliata a tocchi più o meno (meglio meno) grandi, pronta per fare da cremosa base ad un frullato la cui voglia ti assale al mattino, a metà giornata, a metà pomeriggio o prima di cena.

Bisogna però stare attenti: con il frullato ingurgitiamo in percentuale una quantità maggiore del singolo frutto e più frutta in generale in minore tempo. È praticamente una botta di zuccheri in vena, come una versione super-sana della cocacola. Ciò quindi non significa che il frullato sia davvero davvero sano. Botta di zuccheri, carburiamo velocissimi per pochissimo tempo e poi arriva come un lupo nella notte la fame. È quindi consigliato dilatare il tempo in cui si beve il frullato e, possibilmente, farne uso (eh oh, io ci ho un po’ la dipendenza) solo prima/dopo aver fatto sport.

Oggi al lavoro sono andata di corsa perché ha iniziato a piovere, nevischiare e grandinare tutto in uno. Ho fatto un’ora di straordinario dovendo tradurre una serie di mail da girare in India. Ho trovato una ragazza che vuole imparare l’italiano ed è di Israele e mi insegnerà in cambio l’ebraico. Ho da fare la terza revisione di un racconto; quindi serviva decisamente dell’energia.

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Ingredienti

1 avocado
1 banana di freezer
1 caco vaniglia
1/2 bicchiere di latte
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
1 cucchiaio di farina o polvere di cocco, che dirsi voglia.

(Stando attenti a non far arrabbiare Freezer per avergli sottratto una banana) sbucciate la frutta, tagliate a tocchetti, mettete tutto in un contenitore utile allo scopo e frullate. Potete aggiungere un cucchiaino di zucchero di canna se la frutta non dovesse essere abbastanza dolce per i vostri gusti; ma il caco di solito fa il lavoro suo e se è molto maturo non avrete bisogno di altro.

E voilà! Il recupero della voglia di vivere tutto in un bicchiere!

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E buongiorno!

Porridge di quinoa e miglio

Da ieri sono a dieta.

Pensavo che ciò avrebbe comportato la chiusura del blog; al massimo, avrei potuto fare una performance in cui giorno per giorno fotografavo i miei tre tristi biscotti con tazza di tè fino alla fine del tempo e dei kg e probabilmente anche della voglia di vivere.

Per fortuna, questo non è un paese per biscottari. La Mulino Bianco non sanno che è, non conoscono né Crumiri né Gentilini. Né le Gocciole. Niente Grisbì. Quando piglia l’attacco di nostalgia non c’è modo di trovare i Pan di Stelle. Ma questo ha per pro il fatto che la dietologa non pensa alle fette biscottate o ai tre biscotti tristanzuoli (il biscotto è soddisfacente solo se ti puoi fare fuori bulimicamente mezzo pacco almeno) e ti ammolla un sacco di ricette di colazioni sane e nutrienti. Una folata di ispirazione.

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Ingredienti

40gr di miglio
30gr di quinoa
300ml di acqua bollente
1 mela
20gr di albicocche secche
1 cucchiaio di anacardi
3 cucchiai di yogurt naturale
1 cucchiaino di zenzero fresco/ 1/3 di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cannella
1/3 di cucchiaino di noce moscata
1 pezzo di anice
1 cucchiaino di miele

Sciacquare il miglio con l’acqua bollente. Poi mettere in un pentolino con la quinoa, versare 300ml di acqua bollente e cuocere per 15 minuti coperto.
Intanto sbucciare e tagliare la mela a pezzettini piccoli – o grattuggiarla sui fori più granti  e, passati i 15 minuti, aggiungerla al composto assieme alle albicocche e alle spezie. Dopo altri 5 minuti la mela si sarà ammorbidita (in caso di necessità potete qui aggiungere un po’ di acqua calda): potete versare il porridge nella cuccumella. Aggiungete lo yogurt, gli anacardi e il miele e voilà

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buongiorno!

Porridge della riserva

Ho letto un libro che riempie tutto il campo visivo della mia immaginazione: Tracks, di Louise Erdrich. La traduzione italiana è del 1992, il testo è del 1988 e parla di alcuni indiani e bianchi di origine tedesca in una riserva da poco nata, tra 1912 e 1919. Devo averne sognato e i sogni erano intensi e mi sono svegliata con una fame atavica. Così, dal fondo della dispensa ho trovato cose lasciate in panchina da un po’. Ne è venuto fuori un porridge sorprendente.

Mentre lo starete gustando, potete farvi un viaggio con Nanapush, Fleur e me, tra gli antichi alberi del Minnesota, a questo indirizzo: http://www.bestiariomagazine.it/reading-challenge/2016/07/27/tracce-louise-erdrich/

Ingredienti

1 bicchiere di fiocchi di farro
1 cucchiaio di fiocchi d’avena
2 bicchieri d’acqua
1 pizzico di sale
3 cucchiai di latte (vegetale o animale)
1 cucchiaio di semi di chia
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
mezza banana
un pugno di datteri
un cucchiaio di uvette

In un pentolino, mettete a scaldare l’acqua. Quando sorride, aggiungete il pizzico di sale e mettete a cuocere i fiocchi di farro: sono più duri dei fiocchi d’avena, avranno quindi bisogno di più tempo per cuocere. Nel frattempo, potete tagliare i datteri a pezzetti e la banana a fette. Quando i fiocchi di farro sono cotti, aggiungete i datteri, le uvette, i fiocchi d’avena e lasciate cuocere ancora un po’. I fiocchi d’avena devono ammorbidirsi e creare cremosità: il resto lo faranno i semi di chia e la banana.
Quando anche i fiocchi d’avena saranno cotti potete aggiungere il latte, lo sciroppo d’acero e i semi di chia. All’ultimo, un minuto prima di spegnere, aggiungete la banana, lasciandola spegnere con il calore del porridge.

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E buongiorno!

Fiocchi d’avena e ciliegie

Oggi sono in visita a Roma. Già ieri guardavo con crescente disagio i pacchetti (inquinamento!) contenenti i biscotti (conservanti! roba chimica!) allineati nella dispensa. Ieri ho deciso di non fare colazione. Oggi invece, ero armata.

Mesi intensi di post-laurea, letture, domande esistenziali e amici in visita: quando è arrivato Alessio, colui che legge solo cose che sono morte da almeno ottocento anni, abbiamo sperimentato questo porridge. Il mercato vecchio del Kleparz trabocca di frutti rossi: ciliegie, fragole, fragoline di bosco, ribes, lamponi. E ancora more, mirtilli di bosco e mirtilli canadesi… Nel porridge, le ciliegie contrastano piacevolmente con il loro dolce-aspro il dolce dei fiocchi d’avena cotti nel latte. La vaniglia rafforza e abbraccia gli aromi. Una colazione semplice, veloce e profumatissima!

Ingredienti

1/2 bicchiere di fiocchi d’avena
1 bicchiere d’acqua
1/3 di bicchiere di latte
150gr di ciliegie
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
una punta di vaniglia
pizzico di sale

Scaldate l’acqua in un pentolino a fuoco medio con un pizzico di sale. Quando l’acqua sorride versatevi i fiocchi d’avena e lasciate cuocere. Nel mentre denocciolate le ciliegie. Quando i fiocchi d’avena saranno cotti e avranno fatto una cremina potete versare il dolcificante di vostra scelta – io oggi avevo lo sciroppo d’acero -, la vaniglia e il latte. Mescolate: ancora due minuti e potrete aggiungere le ciliegie.

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E buongiorno!

 

Oatmeal: porridge di fiocchi d’avena

I fiocchi d’avena sono la base e l’origine del porridge. Da soli creano una cremosità che rende superflua l’aggiunta di latte. Oggi mi sono svegliata con la voglia di tornare a praticare i fiocchi d’avena – avevo anche una mela sulla scrivania che me lo chiedeva.
E così sono tornata ad uno dei miei evergreen:

Porridge di fiocchi d’avena con mela
1 bicchiere di fiocchi d’avena
1 bicchiere di acqua
1 pizzico di sale
1/2 bicchiere di latte
1/2 mela
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di semi di lino
1 pugno di uvette
qualche mandorla

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La cremosità, nel porridge, è il punto focale. Attorno può esserci di tutto, dalle spezie alla marmellata, dalla frutta ai semi. Ma la cremosità è tutto ciò che conta.
Per ottenere un porridge come si deve, versate i fiocchi e l’acqua fredda in un pentolino e fate cuocere con un pizzico di sale. Ad un certo punto l’acqua sarà in parte evaporata e in parte assorbita dai fiocchi: inizierà a comparire una crema torbida. È questo il momento di aggiungere uvette, mandorle, mela tagliata a cubetti e soprattutto il latte. Mescolate bene e fate cuocere di nuovo, aggiungendo stavolta lo zucchero.
Quando il composto si sarà addensato è pronto – ci vorranno circa 5 minuti. Ogni tanto dategli una mescolata per evitare che si attacchi sul fondo.

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E buongiorno!