La semplicità dell’avocado

Oggi la colazione è veloce; stiamo lavorando per rendere il Reading Challenge 2017 più professionale di quello 2016 e quindi studio Adobe Illustrator. Ode ai tutorial su youtube!

Ogni volta che necessito di velocità ricorro ad un ingrediente nutriente e dal sapore delicato: l’avocado! Spalmato sul pane (in questo caso semi integrale al farro di pasta madre) con un po’ di pepe e sale… e al limite un pomodorino sott’olio. Un equilibrio perfetto.
E per non farci mancare gli zuccheri, mezza fettina con crema di pistacchi avuta in regalo a Natale e una spolverata di farina di cocco sopra. Ideale!

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E buongiorno!

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Novità e una colazione di recupero

Le vacanze hanno annunciato la loro fine mercoledì scorso, quando alle 4 e 40 del mattino, con un anticipo considerevole dato da «piottamo sulla tangenziale», sono sbarcata di ritorno a Cracovia. Ho pensato di fare un microreportage sulle colazioni in vacanza ma la verità è che le colazioni in vacanza mi stressano sempre un po’.

È che si tratta del momento clou della giornata, quello che se va male poi è difficile recuperare e fuori non sai mai che ti capita. Per dire, una settimana nei boschi nella regione dei Laghi Masuri è andata molto bene, zaini in spalla, tenda, pane da me fatto, burro e miele dei boschi. Che non ci istruisce sulla tradizione dolciaria del luogo ma è soddisfacente.

In Ucraina è stato più complesso. Tania, la nuova amica conosciuta a Lviv, Ucraina del sud, ad un passo da Odessa, ci ha detto che fanno colazione salata. Benissimo. Io e Chicca, la mia compagna di viaggio, andiamo quindi in esplorazione e finiamo a Lviv Croissant. Dove riempiono delle sleppe a forma di cornetto – una via di mezzo tra il francese e l’italiano – con la qualunque. Non abbiamo osato il salato (è un cornetto, dài! Europocentrismo). Nei giorni successivi abbiamo provato dei panini ripieni (salati e secche), delle torte (perlopiù secche), dei lieviti vari (un po’ secchi o comunque vecchiotti) e una meravigliosa crêpe (nalysnyk) con funghi e uno tsunami di formaggio fuso. Bona.

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Gazebo di lieviti a Lviv, Ucraina

Questi fanno parte della serie “simpatica la signora che conta con l’abaco, belli i pani, ma secchi e vecchiotti andanti ahinoi”.

Sono stata poi nel Podkarpacie polacco, in campagna, a Kobylane, a casa della sorella di un’amica che fa la contabile in un’azienza e manda avanti una fattoria. Ed è pure una supermamma. Cose che ti fanno dire “yo no sono nessuno”. Comunque, Anka, alle 5 del mattino, quando ci alzavamo, ci dava del barszcz rosso o del leczo (una roba di salsiccia, zucchine, pomodoro e peperoni), per tenersi leggeri e affrontare bene la giornata.

Infine sono scesa da Cracovia a Vienna (colazione a pane e avocado), da Vienna a Trieste (colazione con cioccolato e succo di carote in presenza di un giovane illusionista che voleva sposarmi), da Trieste a Roma (biscotti), da Roma a Monaco (panini con zucchine arrostite, cosa finta e grassa da Starbucks e infine pane e marmellata dalla mia host filippina). E poi le vacanze sono finite.

Non ho quindi nuove ricette da condividere – a parte quella del leczo che forse se tra qualche mese nevica fortissimo la posso anche propinare, ma ora sono comunque 25 gradi – ma succede anche che se uno non cena si sveglia con la necessità di rimediare:

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Uova fresche strapazzate con funghi, pannocchia, pane al farro e avena con burro, melone

Inoltre, uno dei miei migliori amici (ho moltissimi migliori amici e ne vado fiera) è andato a studiare le colazioni al nord in Canada per dare a questo blog un po’ di pluralità culturale. Dice che per non annoiarsi troppo farà anche un dottorato all’Université de Montréal in attribuzionismo medievale (storie di guerre tra Pisa e Genova). Quindi il blog diventa plurimo e io ne sono felicissima; questa felicità verrà cantata da JJ Grey & Mofro, qui per noi.

E buongiorno!