Cheesecake in padella

Sabato mattina. Dal sogno in cui scrivo una Alcesti che fa furore al Teatr Nowy di Warlikowski a Varsavia cado nel sogno filologico del futuro, in cui filologi e archeologi si interrogano sulla metafisica del nostro Reading Challenge: sì, il libro letto vale ma vale meno che un libro letto e segnalato – diciamo, si dicono loro, zero cinque punti – e poi, beh, un libro letto e segnalato e recensito diciamo – si dicono – diciamo che valga tre quarti di punto (sono molto severi, i critici del futuro del mio sogno).

Riflettendo su come il Reading Challenge diventa misterioso al pari della Poetica di Aristotele, mi decido infine a fare una colazione che attendevo da un sacco di tempo: il sernik in padella (ispirato da qui). Il sernik (cfr. google immagini) è la nonna della cheesecake ed è tutta made in Poland. La base di tutto è un formaggio bianco che si chiama twaróg (leggi: tfàrug) mentre è noto in Germania come quark.
È molto più solido della ricotta; quindi si può provare a sostituire con la philadelphia o simili. L’ideale è che facciate un viaggio fino al negozio polacco più vicino – a Roma ce ne sono molti, oltre al traffico di contrabbando vicino Santa Maria Maggiore.

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Sernik in padella
250gr di twaróg
1 uovo
2 cucchiai di zucchero
1 punta di vaniglia
4 cucchiai di farina

Battete l’uovo con lo zucchero; amalgamatevi il formaggio con una forchetta e aggiungete vaniglia e farina e mescolate. Infarinatevi le mani e formate delle palline che schiaccerete: a me sono venute 9 frittelline. Sciogliete del burro in una padella e friggete qualche minuto per lato, finché non sentirete esattamente quell’odore proprio del sernik che cuoce in forno nel giorno delle feste. E finché le frittelle non sono dorate.

In alternativa, all’impasto si può aggiungere uvetta, cannella, noce. Ma la versione base credo sia la mia preferita. Da servire con una marmellata – oppure senza.

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E buongiorno!

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Crêpes

Le crêpes hanno farcito i sogni degli ultimi giorni di scrittura tesi. Crêpes – che qui chiamano naleśniki e traducono come pancakes, cosa che mi lascia molto perplessa. Crêpes con il formaggino alla vaniglia e la frutta fresca e un bicchiere di latticello; il tè fumante pronto per altre tre ore di ciondolio svogliato, il piacere del tempo che si allunga e stiracchia sbadigliando…

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Tesi finita: arrivata Frania da Roma prima di proseguire per Parigi. Allora passeggiata fino alle pendici della collina del Wawel. E per colazione il sogno promesso.

Ingredienti (per ca. 8 crêpes)

50gr farina bianca
50gr farina integrale
200ml latticello
100ml latte
1 cucchiaio di olio di semi
2 uova
pizzico di sale

Sbattete le uova con il sale fino a farle spumeggiare; aggiungete le farine e i liquidi e mescolate ben bene. Scaldate una padella piatta e antiaderente e friggete!
La foto l’abbiamo fatta solo perché casualmente è venuta fuori la bandiera della Polonia – il nazionalismo qui sta crescendo sempre di più, l’ironia antipatitica in televisione viene punita con processi. Tipo che a Crozza gli darebbero una manciata di ergastoli. Così si ride che io il nazionalismo l’abbia interiorizzato, siamo quello che mangiamo, bandiere polacche ovunque.

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Buongiorno!

Pancakes ai mirtilli e latticello

Volevo provarli da parecchio ma chi ce lo ha il tempo di invitare qualcuno (perché i pancakes sono solo per gli ospiti) e poi cucinare o solo fare la spesa, ma poi succede che qualcuno passa sotto casa e sale per un caffè portandoti un tulipano, poi c’è chi è a Cracovia solo oggi e allora, allora, siamo qui che Kami ci racconta di come l’Astolfi stia costruendo un pezzo di superstrada oltre Wrocław e ha trovato un ordigno tedesco non esploso. Inoltre oggi si festeggia anche il compleanno in absentia (parola che crea il disagio del correttore mac) di Józek e si programmano processioni con la Confraternita della Buona Morte per il venerdì. A Cracovia succede sempre qualcosa di interessante.

Per 8 pancakes ca.

3/4 bicchiere di farina integrale
1/2 bicchiere di farina
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di vaniglia
1 bicchiere di latticello
1/2 bicchiere di mirtilli
1 uovo
1 cucchiaio di olio
1/2 cucchiaino di lievito

Montare l’uovo con lo zucchero; poi mescolare tutti gli altri ingredienti aggiungendo per ultimi i mirtilli e friggere su padella antiaderente. Accompagnati da marmellata di fragole rendono perfettamente, perché sia i mirtilli che il latticello danno all’impasto un sapore aspro – e un po’ selvaggio.

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E buongiorno!

Pancakes di zucca

I pancakes, le frittelle fatte per costruirci una torre, sono una cosa rapidissima da fare. Nella mia mente però, si legano ad una cerimonia di accoglienza degli ospiti: sento nella mia testa Zeus dire: rispetta la legge divina! Fai agli ospiti i pancakes. Eh beh allora d’accordo, chi sono io per contraddire Dio.
(questo è uno di quei casi in cui vorrei sapere Freud cosa ne pensa, come me lo spiega che per me pancake = ospite, come?)

Oggi avevo per ospiti Karo e Trami. Consigliamo vivamente una sessione YouTube d’accompagnamento a partire da “Donald Duck: Three for Breakfast”. Domenica, sole, bucaneve sui Planty cracoviani, pancakes e cartoni animati. La vita è splendida.

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Ingredienti (circa 10-12 frittelle)
3/4 di bicchiere di farina
1/2 bicchiere di farina integrale
3/4 bicchiere di polpa di zucca
2 uova
1 bicchiere di latte
2 cucchiai di olio
1 cucchiaino di cannella
1/4 cucchiaino noce moscata
1/2 pollice di zenzero fresco / 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di soda
1 cucchiaio di zucchero di canna

Prima la purea di zucca: prendete una zucca, tagliatela a metà e ficcatela in forno per un’ora. Poi togliete i semi e quello che avete all’interno della coccia della zucca è purea di zucca. Magia!
Si può fare anche solo con una fetta di zucca: io preferisco avvolgerla nella stagnola affinché non si abbrustolisca.

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Poi sbattete le uova. La cosa migliore è montare i bianchi a parte e aggiungerli per ultimi; per chi come me non avesse le fruste elettriche, andrà benissimo sbattere l’intero uovo insieme. Se poi siete livello pro, potete montare i bianchi a mano. Ci vuole gomito e pazienza.

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A questo punto mescolate tutto; scaldate la padella più antiaderente che avete e fate i vostri pancakes. Esteticamente, i pancakes hanno una loro precisa circonferenza: nel mettere l’impasto in padella tenete conto che l’impasto si estende da solo, quindi non siete del tutto i padroni.
Inoltre, il fuoco deve essere dolce; la frittella va girata una volta soltanto e ciò deve avvenire quando le bolle in superficie iniziano a scoppiare. Se ciò non avviene, la temperatura della padella non è quella ideale. Invece l’ideale va raggiunto.

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A proposito di ideale, se da soli sono già buoni e con la crema speculoos da leccarsi i baffi, devo confessare che il maggior risultato si ha con la Confettura del viandante dei monaci di Bose: fichi (i monaci, ma anche i frutti), uvetta, arance, noci, rum. Andate a Bose, subito. Per il buongiorno!