Muesli

Il fine sessione è stato segnato da grandi stress e poca fantasia culinaria, visto che c’era bisogno di esaurire i cibi a scadenza prima del temporaneo ritorno al Sud. Sud del caldo, fanno più de dieci gradi!

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Insomma, vista la grande quantità di yogurt che mir estava, ho pensato di fare un muesli e, visto che non ce n’era ancora una ricetta sul blog, eccola qua. Mi è anche venuto il dubbio che una ricettadi muesli debba essere quanto meno sana e equilibrata nelle proporzioni e nei nutrienti. Ecco, questa ricetta non ha questo tipo di ambizioni. Forse è pure equilibrata, ma non per scelta. Sicuramente era bona.

Ingredienti

1 cucchiaio di olio di semi
1 cucchiaio di gocce di cioccolato bianco
1 cucchiaio di mirtilli essiccati
2 cucchiai di bacche di goji
2 cucchiai di anacardi
3 cucchiai di mortelle di paludi essiccate
3 cucchiai di mandorle non pelate
3 cucchiai di semi di zucca
3 cucchiai di semi di girasole
3 cucchiai di arachidi spagnole non pelate
3 cucchiai di sciroppo d’acero scuro
4 cucchiai di fiocchi d’avena

La semplità del muesli. Mettete in una ciotola tutti i semi e i frutti, i più grandi tagliuzzateli per non farli insuperbire.

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Poi aggiungete l’olio e lo sciroppo d’acero e mescolate per distribuirli su tutto il muesli.

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Stendete per bene su una teglia larga ricoperta di carta forno e infornate. È importante che il muesli non sia troppo ammucchiato, altrimenti non cuocerà bene.

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Infornate in forno già caldo a 160° per mezz’ora, girando il muesli ogni 6minuti  per far tostare al meglio e non far bruciare nessun’ingrediente. Non aspettate dieci minuti, le bacche di goji si bruciano facilmente.

Potete conservare il muesli in un baratto per una diecina di giorni. Gli usi sono molteplici, a voi scegliere. Io l’ho usato per la colazione con lo yogurt bianco, ese ci mettete qualche semedi malagrana è anche meglio.

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E buongiorno!

 

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Verde smoothy di cachi e cocco

Nell’eventualità di uno smoothy, dice, tenete sempre una banana in freezer. Tagliata a tocchi più o meno (meglio meno) grandi, pronta per fare da cremosa base ad un frullato la cui voglia ti assale al mattino, a metà giornata, a metà pomeriggio o prima di cena.

Bisogna però stare attenti: con il frullato ingurgitiamo in percentuale una quantità maggiore del singolo frutto e più frutta in generale in minore tempo. È praticamente una botta di zuccheri in vena, come una versione super-sana della cocacola. Ciò quindi non significa che il frullato sia davvero davvero sano. Botta di zuccheri, carburiamo velocissimi per pochissimo tempo e poi arriva come un lupo nella notte la fame. È quindi consigliato dilatare il tempo in cui si beve il frullato e, possibilmente, farne uso (eh oh, io ci ho un po’ la dipendenza) solo prima/dopo aver fatto sport.

Oggi al lavoro sono andata di corsa perché ha iniziato a piovere, nevischiare e grandinare tutto in uno. Ho fatto un’ora di straordinario dovendo tradurre una serie di mail da girare in India. Ho trovato una ragazza che vuole imparare l’italiano ed è di Israele e mi insegnerà in cambio l’ebraico. Ho da fare la terza revisione di un racconto; quindi serviva decisamente dell’energia.

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Ingredienti

1 avocado
1 banana di freezer
1 caco vaniglia
1/2 bicchiere di latte
1/2 cucchiaino di vaniglia in polvere
1 cucchiaio di farina o polvere di cocco, che dirsi voglia.

(Stando attenti a non far arrabbiare Freezer per avergli sottratto una banana) sbucciate la frutta, tagliate a tocchetti, mettete tutto in un contenitore utile allo scopo e frullate. Potete aggiungere un cucchiaino di zucchero di canna se la frutta non dovesse essere abbastanza dolce per i vostri gusti; ma il caco di solito fa il lavoro suo e se è molto maturo non avrete bisogno di altro.

E voilà! Il recupero della voglia di vivere tutto in un bicchiere!

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E buongiorno!

Yogurt e frutta secca

Mi infilo nei blog altrui, perché sono arrivato al Nord anch’io ormai da un mese, seppur 5 paralleli più giù del nord altrui. Mi infilo per necessità di scrivere e di mangiar bene. E come autore secondo e secondo colazionista, preferisco partire dalla base.

La base, in questo caso, non prevede cotture o elaborazioni, solo un’armonica unione degli ingredienti, che poi sono yogurt e frutta secca. Ottima unione se sono le sei di mattina, fuori si gela e il ritardo si va già accumulando.

Da novello canadese non posso esimermi dall’uso di sciroppo d’acero, ovviamente puro. E sì, è decisamente più buono di quello finto che si trova alla Coop. Montréal ospita anche una rilevante quantità di frutta secca, immancabile in ogni alimentari a prescindere dalla grandezza. Ne consegue che il dépanneur sotto casa è in grado di soddisfare ogni richiesta di frutta disidratata, noci, nocciole, pinoli e semi vari.

Ho così scoperto un nuovo amore: l’anacardo. Finora è sempre stato un nome che si incrociava con quello del cardo blu, che si fa seccare e si usa come decorazione. In più si creva il cortocircuito con la dittonomia Capri-Anacapri, cardo-anacardo. Ora è per me semplice cajou, nome meno centrifugo. E poi è divertente scoprire su che tipo di pianta cresce.

 

Ingredienti

200 gr di yogurt bianco biologico
3 cucchiai di latte di mandorla
1 cucchiaio di semi di zucca
1 cucchiaio di semi di girasole
1 cucchiaio di anacardi
1 cucchiaio di mirtilli rossi disisdratati
sciroppo d’acero puro

Basta unire tutti gli ingredienti e la colazione è servita. Per le quantità vale il gusto personale; io metto più semi di girasole, che sono più piccoli e scrocchierelli. Per un’irresistibile scrocchievolezza, sostituite lo sciroppo d’acero con lo zucchero grezzo di canna, quello un po’ grosso, il risultato sorprende.

Il latte di mandorla non è indispensabile, ma conferisce una nota leggermente legnosa che, unita allo sciroppo d’acero, trasposta l’incoscio nel bosco all’alba.

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E buongiorno!

Frullato con avocado

Settimane piene di ansia perché prima non trovavo una casa, poi non trovavo un lavoro. Poi si è rotto il computer. Incertezza, giornate flosce come orologi di Dalì e ripetersi “una-cosa-per-volta” come un mantra.
Alla fine ho sia una nuova casa, luminosa, calda, con mobili della Polonia comunista e ancora disordinata che – da oggi – un lavoro.

Oggi rivediamo il sole dopo due settimane di pioggia e grigiore; questa ricetta risale ancora alla vecchia cucina di settembre ma non avevo modo di postarla.

Mettete su Dylan, per il Nobel del quale sono molto felice anche se conosco abbastanza bene solo metà della sua produzione artistica – che corrisponde a 37 album in studio, 11 live, 58 singoli e varie miscellanee. L’ignoranza ha iniziato a gridare forte dal momento dell’assegnazione; ancora una volta è evidente come nella letteratura metta bocca chiunque, come se non esistessero esperti o tutti lo fossero.

Ingredienti

150gr di yogurt greco
mezzo avocado
una banana
60gr di mirtilli
succo di limone
1 cucchiaio di zucchero di canna

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Inserite tutti gli ingredienti – i mirtilli lavati, la banana e l’avocado sbucciati e tagliati – nel contenitore in cui vi è più comodo frullare il tutto e frullate fino a che non avrete ottenuto un composto omogeneo e denso. Se preferite una consistenza più liscia potete sostituire lo yogurt con il latte. In ogni caso, una frullata e via!

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Buongiorno!

Una fette di mele

Trasformare la non voglia di fare colazione in un processo creativo è stato un attimo. In sottofondo una compilation di Rino, Battiato, De Gregori, Dalla. Il risultato è stata una splendida sorpresa.

Ingredienti
1 mela piccola
1 cucchiaio di zucchero bianco
vaniglia

3 cucchiai di amaranto
1 cucchiaino di melassa
pezzo di stecca di cannella

30 grammi di burro
1 cucchiaio puntuto di farina
2 cucchiai di zucchero di canna
cannella in polvere

un cucchiaio di semi di chia

NB: la quantità di zucchero può essere dipesa dagli interventi inattesi di Battisti nella compilation.

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Introdotto in acqua, l’amaranto si diverte a formare strutture a imitazione molecolare

Anzitutto la mela va lavata e tagliata. Mettere un pentolino a fuoco dolce con un goccio d’acqua, lo zucchero bianco e una spolverata di vaniglia. Mentre questo si cuoce, in un altro pentolino d’acqua bisogna far cuocere l’amaranto, avendolo prima sciacquato in acqua calda/bollente per togliere il retrogusto amaro. Quando l’amaranto bolle va aggiunta la melassa e la stecca di cannella.

Entrambi i composti ci metteranno circa 15 minuti ad essere pronti: intanto va fatto il crumble: basta mescolare con un cucchiaio il burro con lo zucchero e la cannella e aggiungere a poco a poco la farina.

Quando mele e amaranto sono cotti uniteli – togliete la stecca di cannella – e aggiungete il cucchiaio di chia. Togliete dal fuoco.

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Non avevo una teglietta, l’ho dovuta costruire

Il dolce è pronto per essere assemblato: su una teglietta posizionate uno strato di crumble, la massa di mele e infine coprite col crumble. Mettete in forno a 200 per 15 minuti.

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E buongiorno!

Semolino all’acqua di rose

Ieri, spinta dalla dromomania e dal vago ricordo di un libro in cui l’autore raccontava di come spingersi in esplorazione in territori (fabbriche, ferrovie, stazioni, sotterranei) normalmente adibiti ad usi più o meno funzionali – ma certamente non all’esplorazione (quale controsenso!), mi sono trovata bloccata tra tre ferrovie su livelli differenti, in una macchia di verde cittadino dimenticato. Quando dietro gli alberi sono apparsi i panni stesi dei nomadi campeggiatori sono dovuta tornare indietro, riprendendo il ponte ferroviario di un bel color ruggine. Ho poi sognato un enorme palazzo-chiesa in marmi policromi e forme barocchissime sulla via di Damasco.

Oggi rivolta linguistica di prima mattina: povera acqua di rose, utilizzata come paragone di superficialità, blandezza e pochezza! Per questa colazione semplice è senza dubbio essenziale. Altrettanto si può dire per la melassa di canna da zucchero: dolce ma con un retrogusto amaro e sodo. È perfetta nel caffè d’orzo; mentre nel nostro semolino serve a controbilanciare l’unto della panna, altrimenti eccessivo.

Ingredienti
200ml di panna
100ml di latte
4 cucchiai di semolino
1 cucchiaio di acqua di rose
1 cucchiaino di melassa di canna da zucchero

Scaldare panna e latte in un pentolino a fondo spesso. Quando inizia a sorridere, versarvi il semolino, mescolando costantemente per evitare i grumi. Aggiungere quindi l’acqua di rose e mescolare: in qualche minuto il semolino sarà cotto e denso. La melassa tinge fortemente il semolino: per questo io l’ho messa solo alla fine, ma è una scelta estetica. Potete aggiungerla assieme all’acqua di rose.

Se fossi una persona seria avrei comprato i petali di rose per guarnire il semolino; ma essendo più barocca che rococò non l’ho fatto. Ah, gli orpelli! Vi posso però presentare FRIDA, l’orchidea ricevuta la settimana scorsa per il mio compleanno.

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E buongiorno!

Mousse al cioccolato

In edizione vegetale: il cacao è una pianta, l’avocado è una pianta, lo zucchero è una pianta… È che io le mousse le ho sempre odiate. Sapevano di unto. Mi ricordano la gita scolastica in Grecia, dove anziché lakom, ci davano mousse tutte le sere. Che disastro.

Poi le cose cambiano e le mousse pure. Il frutto verde (in India lo mangiano a cubetti con lo zucchero, ad esempio) si presta per la crema da colazione più veloce al mondo: basta mescolare tutti gli ingredienti con un minipimer e spalmare sul pane, o mangiare con frutta fresca.

E ora che i banchi del mercato iniziano a piegarsi anche qui al nord sotto il peso di frutta e verdura di stagione, e l’odore delle fragole serpeggia fra i banchi… Non c’è scelta, non c’è soluzione.

Mousse al cioccolato
(con un avocado si fanno due porzioni)

1 avocado maturo maturo
2-3 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai di sciroppo d’agave o di zucchero di canna
2 cucchiai di latte vegetale (o di mucca)

A piacere vi si possono aggiungere spezie in polvere o un cucchiaino di caffè; servire con frutta a pezzi dopo aver lasciato la crema freddarsi in frigo. Oppure no!
Metà dello zucchero, se aggiunto alla fine, fa un amabile effetto scrocchiarello sotto i denti. A me piace.

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E buongiorno!