About

La colazione, quel momento della giornata in cui di corsa metti su il caffè mentre ti infili un calzino sull’orecchio e sbirci la dispensa nella speranza che i ragni vi abbiano piazzato qualche scatola di yo-yo ma invece niente, solo balle di fieno che rotolano.

Oppure, la colazione. Metti su il tè e esci in pigiama a comprare il giornale (i vecchi ti guardano male ma i liceali peggio). Metti su il caffè mente sorseggi il tè. Apri il frigo e sogni: oggi uova strapazzate? Pane e prosciutto? Insalatina con il tofu (il correttore suggerisce giustamente “tufo”) ripassato nella curcuma? Formaggio campagnolo e ravanelli? Crêpes? Toast? Porridge?

Io sono di quella generazione che ha letto il primo Harry Potter prima degli 11 anni (per l’esattezza ero su un pullman internazionale e avevo davanti a me 23 ore di viaggio) e che ha dovuto attendere l’uscita del quinto tanto a lungo da avere iniziato a scriverlo lei stessa. . E quindi prima che internet comparisse nella mia vita mi domandavo cosa fosse ‘sto porridge che potevano mangiare a colazione.

Poi sono partita in l’erasmus per Cracovia ed è stato così folgorante che ci sono ritornata e ci sono ancora. La terra, l’acqua, l’aria (inquinata di questa città è un capitolo a parte) sono diverse; la primavera, che a Roma esplode in tre giorni, qui si stiracchia in due mesi, in cui i mercati si riempiono di decine di tipi di mele diverse, del rosa del rabarbaro, di tutte le sfumature delle fragole, fragoline e lamponi. Al mercato ci sono le botteghe dei semi: semi di lino, di zucca, di girasole; sesamo, noci, nocciole, mandorle; miglio, avena, farro, frumento; fiocchi di riso o finissima manna, che non sono mai scomparsi dalle tavole e dal ricettario povero delle nonne passano direttamente a quello dei fricchettoni, spesso vegani e multietnici. Più nei loro piatti che nell’attitudine politica, ma con calma, faremo anche questo.

E la colazione in Polonia è il primo pasto, come lo era una volta da noi: ricchissima, calda, dolce o salata, condivisa. Le giornate sono scandite dagli stessi ritmi di quelle italiane, quindi è sempre possibile fare una colazione diversa. Il mio tentativo vuole essere quello di tradurre da una lingua poco conosciuta delle idee nuove, diverse eppure con un suono lontanamente familiare e armonico…


(Ah, e io, io chi sono. Lasciamo perdere, ci ho messo 5 lunghi paragrafi a dire che metterò solo ricette di cose per la colazione, se dovessi pure descrivere me non finiremmo più. Buongiorno comunque!)

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