La colazione dei campioni

Il ritorno in Canada dopo le feste ha portato con sé tante cose da fare. Nuovi corsi, nuove lingue (antiche e moderne), nuove persone. Anche nuove nostalgie, per non farsi mancare nulla. Però, finalmente, sto tornando verso il medioevo, ne avevo davvero bisogno.

Nel frattempo il mio lievito madre ha trovato una sua stabilità emotiva (o forse era il jet lag) e quindi sono arrivate tante colazioni panificate che vorrei condividere presto. Tipo il pane alle mele che si sta raffreddando in mezzo a mille scricchiolii qui accanto a me.

Nel frattempo ci (=Malleveria e io) siamo presi una settimana di stakanovismo per lanciare la nuova Reading Challenge, la 2017, in multilingua (qua i succosi dettagli). Insomma, partecipate numerosi, ne vale la pena.

Nel frattempo fuori nevica, nevica, nevica. Ma c’è spesso il sole, per fortuna.

Nel frattempo ho cercato anche di dare un’andatura equilibrata alla mia alimentazione. Poi ho finito il burro d’arachidi megapiccante e ho comprato quello normale, scoprendone finalmente il sapore beyond l’infuocatura del peperoncino. E insomma l’equilibrata alimentazione è andata a farsi benedire. Perciò, soprattutto quei maledetti venerdì mattina in cui ho il corso di Sociocritique alle 8.30, per cui mi sveglio alle 6 e non sono in grado di portare a termine operazioni complesse (tipo affettare un’ananas), ho iniziato ad accompagnare una tazza di té (in bustina, perché anche usare un colino è al di là del fattibile) ad una spalmata di burro d’arachidi. Vale come ricetta? Probabilmente no, ma era anche d’obbligo inserire il prima possibile un bagel tra le colazioni, considerato che sono a Montréal, sua patria natia, da ormai svariati mesi.

Dunque voilà la colazione dei campioni, al pari di pane e nutella:

Ingredienti

1 bagel
burro d’arachidi

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E niente, mettete acqua bollente sul bagel e splamate burro d’arachidi sulla bustina. O forse meglio l’inverso.

Che poi mi raccomando. Non mi comprate i bagel del supermercato, che allora tanto vale masticare mastice. Almeno andate al forno, o al bagelaio.

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E buongiorno!

ps – lo so che le 6 di mattina non sono la fine del mondo, però finisce sempre che tutta la settimana vado a dormire alle 9 e poi il giovedì sera, solo il giovedì sera, faccio tardi. A fare nulla poi, eh. Quei misteri che altri han chiamato la fascia oraria delle Bermuda. Che poi, le avete viste le foto che faccio alle 6 del mattino? Che m’è anche scomparsa una metà di bagel da qualche parte. Chiedo che le prove vengano messe agli atti, signor giudice.

 

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